SANT JORDI. BARCELLONA TRA ROSE, LIBRI E DRAGHI

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SANT JORDI. BARCELLONA TRA ROSE, LIBRI E DRAGHI

SANT JORDI. BARCELLONA TRA ROSE, LIBRI E DRAGHI

Immagino di passeggiare per le strade di Barcellona accanto a Daniel e a Fermin, di cercare il “Cimitero dei Libri Dimenticati”, di sedermi sulle scale del Mirador de Colom, e mentre leggo “Il Labirinto degli Spiriti” scopro che c’è un giorno perfetto per realizzare questo sogno:

La festa di Sant Jordi, il 23 Aprile.

“Quella mattina, che era iniziata con un cielo color trombe della morte, tutti i librai della città si erano alzati molto presto, pronti a mettere in strada le loro bancarella e ad affrontare, se ce ne fosse stato bisogno, tornadi e tifoni. […] I fiorai, armati di un oceano di rose rosse, non erano stati da meno.”

C’è un giorno dell’anno in cui Barcellona si veste con i colori della sua Bandiera, le strade e le case tappezzate di rose rosse, le pasticcerie e i panifici sfornano il pane di Sant Jordi, i librai della città riempiono le strade, i vicoli e le piazze di bancarelle di libri, e nell’aria si respira la celebrazione dell’amore universale, per gli amici, la famiglia e le coppie, per la vita, la fantasia e la speranza.

La leggenda narra di come il cavaliere Jordi affrontò e uccise il terribile drago che perseguitava il paese di Montblanc per salvare la principessa destinata a morire in pasto alla bestia. Dal suo sangue nacquero rose rosse.
Lo chiamano il San Valentino Catalano e l’usanza vuole che gli uomini regalino alle donne una rosa rossa simbolo della passione e una spiga di grano simbolo di fertilità , le donne a loro volta omaggiano gli uomini con un libro.
E’ l’occasione perfetta, organizzo il viaggio, compro il biglietto e volo a Barcellona.

“Sole di velluto e cielo blu elettrico tappezzavano la città mentre migliaia di barcellonesi uscivano a passeggiare tra le centinaia di bancarelle di libri che occupavano i marciapiedi e le zone pedonali dei viali..”

Cammino per le vie della città con il mio libro tra le mani, Calle St. Ana, i vicoli del Raval . Cerco la porta col batacchio a forma di diavoletto, attraverso il Borne e raggiungo il Barrio Gotico, dove mi fermo a mangiare al 4 Gats immaginando che al tavolo in fondo ci sia Fermin intento a raccontare a Daniel la storia del carcere di Montjouic.  Lascio che la magia di questa città fatta di ombre e misteri mi conduca in un sogno ad occhi aperti, regalandomi ricordi indelebili.

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Isabella Giardini